E' in preparazione Porrozine numero 9

E' in preparazione il numero 9 di Porrozine. La deadline per inviare il materiale è fissata al 31 dicembre. Per qualunque info scrivete a dario@porrozine.it



Anteprima Porrozine numero 8

Interviste a From The Vastland, Kina, Mud, Neid, 217, Enrico Guardigli (LeTormenta), Shameless, Fulci, Necrodeath, Goodwill Records, Napoli Violenta, G. De Stefano (regista di "At The Matinèe"), Bystander, Malauriu, recensioni a valanga, copertina di Dartworks, disegni inediti di Zerocalcare e Lilith Luxx... 


48 pagine in formato A4 stampate in tipografia con copertina cartonata a colori da 300 grammi! 


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At The Matinèe: intervista a Giangiacomo De Stefano

Piccoli estratti dal prossimo numero di Porrozine...


Ex fanzinaro, organizzatore di concerti, membro di band come Summer League e Cosa Nostra, giusto per citarne un paio, ma soprattutto autore del recentissimo documentario "At The Matinèe", anche Giangiacomo De Stefano sarà presente sulle pagine di Porrozine numero 8, in uscita questa estate. Qui un piccolo estratto...





La stessa domanda l'ho posta ai Kina, anche loro freschi di documentario... avresti mai pensato che sarebbero stati scritti così tanti libri e girati così tanti film sulla scena punk/hardcore?

Il mio non è un documentario sull'hardcore. Mi spiego meglio: con "At The Matinèe" non sono interessato a raccontare solo una scena. Quello che ho voluto mostrare è uno spaccato di New York, come in un certo momento dei ragazzini abbiano creato la loro musica, l'abbiano fatta crescere e come quella storia sia poi andata in giro per il mondo. Dentro c'è la musica, la gioventù, il dramma e l'energia di una città unica.

Nel trailer ho intravisto John Joseph... lo hai seguito durante il suo "Walking Tour"? Per chi non lo sapesse, il cantante dei Cro-Mags in cambio di 35 dollari vi fa fare un giro turistico nel Lower East Side...

Si, l'ho seguito nel "Walking tour" quando sono andato a New York per la fase di sviluppo del documentario. Se devo essere sincero non mi aspettavo nulla e invece il "Walking Tour" è stata una rivelazione. Per me lo potrebbe seguire qualunque persona interessata a capire meglio cose sconosciute della New York più oscura. John Joseph poi è talmente positivo che al ritorno da quel viaggio mi sono messo a dieta tanto era impietoso il confronto tra me e lui...

www.fb.com/AtTheMatinee




Intervista a Mauro dei Mud

Piccoli estratti dal prossimo numero di Porrozine...


Qualche estate fa arrivai in piena sera/notte in un paesello pugliese, gli ampli eruttavano tamarrate metalluse, la mia capoccia pelata cominciò a strusciarsi su quella del cantante di 'sto gruppo a me sconosciuto e fu genziana a prima vista. Parecchi anni dopo intervisto quel cantante. Ecco uno stralcio della chiacchierata con Mauro dei Mud. Non solo musica.




“The Sound Of The Province” è uscito da 2 anni. Quasi tutti i testi del CD sono ispirati a ciò che successe in Abruzzo nel 2017… “la terra è viva… te ne dimentichi e lei ritorna senza pietà né vergogna”… ti va di ricordare ai lettori cosa accadde quell’anno e quali difficoltà avete dovuto affrontare?

Mauro: Le difficoltà furono tante. Per me ci fu anche la mazzata dell'incidente con la perdita della nostra Scilla, di cui parlo in "Your Energy" e in "The Thin Line Between Life And Death” (che scrissi nei giorni immediatamente successivi). Eravamo nel bel mezzo di terremoti che puntualmente tornavano a farsi sentire ed eravamo sempre un po’ scossi, in tutti i sensi, perchè gli epicentri erano distanti 50/80 km… Amatrice, le Marche, la zona dell’aquilano... un incubo durato un bel po’, ritornato dopo il 2009, quando un altro terremoto distrusse L'Aquila. Mettici pure una nevicata devastante di 2 metri, proprio dove vivo io, che causò un delirio totale e l'isolamento di molte frazioni del teramano. Da me rimanemmo senza elettricità per 2 settimane e ci furono anche dei morti a causa del freddo. Tutte queste cose furono poi la causa di frane e smottamenti del fragile terreno abruzzese, il mese successivo… una su tutte la frana di Ponzano di Civitella Del Tronto, un paesino dove ho trascorso la mia adolescenza, pieno di amici, e dove sono diventato "metallaro-punk-hardcore-quello che ti pare”, questo posto è stato letteralmente trascinato via da un'enorme frana, fortunatamente con nessuna vittima, ma potete immaginare lo scenario. Se non ci riuscite, potete guardare la copertina dell'album, quella foto è vera, l'ho scattata con il mio cellulare. Ecco, “The Sound Of The Province” è nato nel bel mezzo di queste situazioni, abbiamo semplicemente raccontato quello che accadeva attorno a noi.

thcdiyprod.bandcamp.com



Intervista ai Necrodeath

Piccoli estratti dal prossimo numero di Porrozine...


Conoscendo il suo fomento per i gruppi metal storici (e non), ho chiesto a Chris dei Plakkaggio di darmi una mano con qualche intervista... detto/fatto! Il 10 maggio si è fiondato a Cassano D'Adda per incontrare i Necrodeath prima di un loro concerto. Ecco un altro piccolo stralcio direttamente da Porrozine #8.




Chris: Parlando di "The Age of Dead Christ"... quando ho messo il vinile sul piatto è partita a cannone "The Whore Of Salem" ed ho subito pensato al vostro devastante approccio vecchio stile. Per certi versi mi sembra un disco uscito tre decadi fa, anche a livello grafico con il ripescaggio del vecchio logo... è stata una mossa premeditata oppure semplice esigenza? Chi si è occupato della copertina?

Peso: E' stata semplicemente un'idea, scaturita dal sottoscritto, mentre stavo mettendo a posto le cassette... perchè io a casa ho ancora quelle che ascoltavo negli anni '80. Riguardando il vecchio demo-tape "Triumph of Death" degli Hellhammer mi è venuta in mente l'idea, appunto, di rifare una cosa simile (anche perchè noi siamo nati in quell'epoca), sia graficamente che a livello artistico, come provare a suonare di getto, lavorare bene in sala prove, andare in studio senza farsi aiutare troppo dalla tecnologia, registrare alla "buona la prima e come viene-viene", senza rifare troppo le parti. Tutto il resto... come il vecchio logo, la foto in bianco e nero, il font scritto con la macchina da scrivere vengono di conseguenza. La parte grafica non fa altro che "vestire" i brani che giustamente devono farti tornare indietro nel tempo. Siamo una band molto DIY, facciamo sempre tutto noi quattro... ognuno ha un compito ben preciso nel gruppo, oltre al ruolo che ricopre come musicista. Il lavoro grafico lo facciamo fare sempre a Flegias perchè è lui che si occupa di queste cose, come dei video e delle fotografie. Naturalmente le idee possono nascere da ognuno di noi, però poi quando si passa alla parte pratica è lui ad occuparsene.

Per contattare i Necrodeath www.necrodeath.net